I Fillers

A fronte dell’allungamento della prospettiva di vita e della conseguente necessità di mantenere un aspetto sano e giovanile, sempre più persone si rivolgono alla medicina estetica per il raggiungimento di tali scopi.

Le possibilità offerte dalle tecniche di ringiovanimento, sempre meno invasive, di rapida applicazione ed a costi relativamente contenuti, hanno fortemente contribuito alla popolarità delle tecniche iniettive con utilizzo di materiali biocompatibili per contrastare i processi di invecchiamento della regione cervico-facciale.

Attualmente esistono in commercio numerose sostanze riempitive, comunemente denominate filler, le quali posseggono caratteristiche diverse l’una dall’altra, diverse indicazioni e diverse modalità d’impianto.

La scelta del filler e della tecnica di impianto più idonea fanno parte del corredo culturale che il chirurgo plastico deve assolutamente possedere per una ottimale gestione delle problematiche estetiche legate all’invecchiamento cutaneo ed  ai deficit estetici del volto di origine traumatica o iatrogena.

L’impianto intradermico o sottocutaneo di filler può produrre effetti dannosi o andare incontro ad insuccessi se effettuati da medici non adeguatamente addestrati.

Uno dei maggiori problemi che il chirurgo plastico si pone è sicuramente legato alla scelta dei materiali da utilizzare.

Ogni filler in commercio ha caratteristiche differenti l’uno dall’altro ed ognuno di questi ha sue specifiche indicazioni e controindicazioni, quindi ad ognuno di essi si adatta una specifica tecnica e modalità d’impianto.

Attualmente i filler a totale riassorbimento (ac. ialuronico) risultano essere quelli maggiormente sicuri e quindi utilizzati negli ambulatori  di medicina estetica, a fronte di un minore utilizzo delle sostanze non riassorbibili, le quali stanno conoscendo un lento ed inesorabile declino.

 

 

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